Ginecologia ed Ostetricia - Medico Rapido

Ginecologia ed Ostetricia

La ginecologia e quella branca della medicina che ha per oggetto lo studio della fisiopatologia e delle malattie dell’apparato genitale femminile. L’ostetricia si occupa, invece, delle problematiche legate alla gravidanza, al parto e al puerperio.

Notevoli sono stati i progressi della ginecologia negli ultimi anni soprattutto in alcuni settori specifici, tra cui l'endocrinologia, l'infertilità di coppia, la menopausa, le nuove tecniche chirurgiche e l’uroginecologia. Uno dei risultati recenti più significativi è la lotta contro i tumori degli organi genitali femminili, sia sul piano terapeutico sia su quello della diagnosi precoce e della prevenzione. Particolare importanza ricoprono le ricerche diagnostiche (per es., pap test) condotte su ampia scala, che consentono di scoprire lesioni precancerose o tumorali, asintomatiche o comunque in fase iniziale, e di trattarle tempestivamente.

Endocrinologia ginecologica. - Il controllo endocrino della funzione riproduttiva nella donna è svolto essenzialmente da ipotalamo, ipofisi e ovaio. Il ciclo mestruale è il risultato dell'integrità anatomica e funzionale di queste tre strutture e dell'apparato genitale.
L'alterazione del sistema ipotalamo-ipofisi-ovaio o dell'integrità dell'apparato genitale determina disordini o assenza del ciclo mestruale (amenorrea). L'amenorrea primaria (mancata comparsa del menarca a 15÷16 anni) richiede sempre un approfondimento diagnostico in centri specializzati, perché può essere espressione di patologie congenite. L'amenorrea secondaria è l'assenza per almeno sei mesi di un ciclo mestruale già instaurato.
In relazione alle sedi anatomiche e/o funzionali interessate si possono distinguere amenorree da causa uterina, ovarica, ipofisaria o ipotalamica. Le amenorree primarie da malformazione dell'apparato genitale (utero e vagina) si associano di regola a una normale funzione dell'asse ipotalamo-ipofisi-ovaie, cui consegue un regolare sviluppo dei caratteri sessuali secondari. Nelle amenorree da causa ovarica la mancata produzione degli estrogeni può dar luogo a stati d'infantilismo sessuale. Le amenorree ipotalamo-ipofisarie possono essere il risultato di un ritardo nei processi maturativi neuroendocrini (ritardi puberali) o di interferenze di vari fattori. Fra queste sono molto frequenti le amenorree causate da stress emotivi, da fattori psicogeni, da diete alimentari con importanti cali ponderali e da esercizio fisico intenso.
Disfunzioni di altre ghiandole, come per es. tiroide o surrene, possono essere in causa nelle irregolarità del ciclo mestruale. La più frequente alterazione endocrina della donna in età fertile è la sindrome dell'ovaio policistico, caratterizzata da un assetto endocrino in cui predomina un aumento degli androgeni con irregolarità mestruali, infertilità, obesità, irsutismo e acne. Anomalie mestruali fino all'amenorrea possono essere indotte da un'aumentata produzione di prolattina in relazione ad adenomi ipofisari, ipotiroidismo, cause iatrogene o idiopatiche.

Infertilità di coppia. - Si definisce infertile la coppia che non ottenga il concepimento in un anno di rapporti intenzionalmente fecondi. Si considera infertilità anche l'incapacità di portare a termine una gravidanza e di partorire un feto normale; quest'ultima circostanza è un problema di competenza prettamente ostetrica.
L'infertilità è una condizione patologica a eziologia multipla, e i fattori che la determinano possono interessare il partner maschile, femminile o l'interazione tra gameti maschili e vie genitali femminili, configurando rispettivamente l'infertilità maschile, femminile e immunologica.
Il programma terapeutico per la coppia infertile può essere più o meno complesso in proporzione alla severità e al numero di fattori d'infertilità riscontrati nell'iter diagnostico. Di essenziale importanza è coordinare all'interno della coppia le varie decisioni terapeutiche. Esistono presidi medici per le disfunzioni ovulatorie, per le dispermie (ormoni steroidei e peptidici, antibiotici, antiinfiammatori, oligoelementi, ecc.), per la sterilità immunologica (cortisonici), e terapie chirurgiche per la correzione di alterazioni organiche.

Menopausa. - Il termine ''menopausa'' indica l'ultimo flusso mestruale e rappresenta unicamente una tappa nel lungo periodo di decadimento dell'attività ovarica che avviene durante il climaterio.
Il climaterio è definito come quella fase dell'invecchiamento femminile che separa il passaggio da una normale capacità riproduttiva alla perdita di tale capacità.
La menopausa divide il climaterio in due fasi: pre-menopausa e post-menopausa. La pre-menopausa è caratterizzata da un progressivo peggioramento della funzione ovarica, interessa i 2÷10 anni che precedono la menopausa e si manifesta clinicamente con irregolarità mestruali e, dal punto di vista endocrino, con cessazione dell'ovulazione e progressiva riduzione della produzione ormonale ovarica (ormoni estrogeni e progesterone). Quando a livello ovarico non esistono più follicoli in grado di maturare, la produzione di ormoni estrogeni diventa insufficiente a stimolare la mucosa uterina e viene persa la funzione mestruale.
La menopausa interviene nel 95% dei soggetti in un'età compresa fra i 45 e i 55 anni: essa è geneticamente predeterminata e l'età media appare costante negli ultimi 15 secoli. La post-menopausa si estende dall'ultima mestruazione all'instaurarsi di un quadro di senilità (intorno ai 65 anni), o, secondo altri, alla morte dell'individuo. Tale periodo è caratterizzato dalla carenza di ormoni ovarici.
L'incremento della vita media femminile, la relativa costanza nell'età media d'insorgenza della menopausa (intorno ai 50 anni) e la riduzione della mortalità hanno fatto sì che una percentuale sempre maggiore della popolazione femminile sia costituita da soggetti in post-menopausa.
Col passare degli anni dopo la menopausa, la carenza ormonale tipica di questo periodo è alla base di importanti alterazioni a carico di diversi organi e apparati: possono essere coinvolti la vulva e la vagina (prurito, dispareunia, vaginiti atrofiche), la vescica e l'uretra (incontinenza, prolasso, uretriti abatteriche), la pelle e le mucose (aridità, prurito, ridotta resistenza ai traumi, secchezza e perdita dei capelli, cambiamenti nel tono della voce), la mammella (riduzione del volume e della consistenza), il sistema scheletrico (osteoporosi) e il sistema cardiovascolare (patologia coronarica su base aterosclerotica). Le conseguenze sullo scheletro e sul sistema cardio-vascolare appaiono di particolare importanza per il benessere e la vita stessa delle donne anziane.

Uroginecologia. − L'uroginecologia studia i peculiari aspetti dell'apparato urinario femminile in relazione alle diverse condizioni fisiologiche e patologiche. Nella donna l'apparato urinario, in virtù dei suoi stretti rapporti con quello genitale, viene estesamente coinvolto nei momenti fondamentali della vita femminile: gravidanza, parto, menopausa; ciò rende necessario che il ginecologo abbia specifiche conoscenze su entrambi gli apparati in questione. Due sono fondamentalmente le patologie studiate in ambito sia preventivo, sia curativo: l'incontinenza urinaria e il prolasso genitale.

Ostetricia

L’ostetricia è in grado di seguire lo sviluppo fisiologico del feto e anche di individuare nel corso della gravidanza l’insorgenza di condizioni patologiche. Negli ultimi decenni sono stati numerosi i progressi della scienza medica in campo ostetrico, dovuti principalmente alla ormonologia della gravidanza, alla possibilità di esaminare il liquido amniotico, previa amniocentesi, e di ricostruire l’immagine del feto o di suoi organi mediante gli ultrasuoni.
L’esame del liquido amniotico, della sua composizione, delle attività enzimatiche e della struttura cromosomica delle cellule di sfaldamento d’origine fetale in esso contenute permette di convalidare o meno le ipotesi di rischio suggerite dall’anamnesi familiare: l’esistenza di una malattia da difetto congenito del metabolismo (gangliosidosi ecc.), possibilità di malformazioni (difetto di saldatura del tubo neurale) correlate con elevati livelli di un determinato componente, l’alfafetoproteina, l’eventualità di malattie legate al sesso o ad anomalie cromosomiche.
L’ecografia, attraverso la misurazione della lunghezza di alcuni diametri fetali, consente un buon apprezzamento dello sviluppo fisiologico del feto; con altre tecniche informa sulla sua vitalità e sulla conformazione, sulla sua posizione, su sue eventuali patologie, sull’eventuale condizione di gravidanza plurima, sullo sviluppo di una mola idatiforme; permette altresì l’esecuzione di una corretta pelvimetria. Nelle condizioni di sofferenza fetale può essere effettuato un controllo continuo o ravvicinato (monitoraggio) della frequenza cardiaca del feto e del suo equilibrio acido-base.


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